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martedì 10 maggio 2011

Approvata la legge che tutela i minori sul web



Il Congresso ha trovato l'accordo bipartisan per difendere la privacy dei bambini nella Rete.


Le aziende private non potranno più monitorare le attività online dei bambini sotto i 13 anni, il web marketing indirizzato ai minorenni avrà delle forti limitazioni e i genitori potranno disporre di un software che consentirà loro di eliminare informazioni personali sui loro figli già presenti in Rete. Sono questi i principali punti della nuova legge che regolamenterà il mondo di Internet negli Stati Uniti. Il provvedimento, che al Congresso avrà il sostegno bipartisan di democratici e repubblicani, costituisce un notevole passo in avanti rispetto alla normativa vigente introdotta nel 1998, che richiedeva ai siti web un semplice permesso da parte dei genitori per raccogliere dati sui bambini, come nomi, indirizzi mail e abitudini di consumo. D’ora in poi inoltre non sarà più possibile per le compagnie utilizzare o fornire a terze parti informazioni su ragazzi al di sotto dei 18 anni per «attività di marketing mirate».«Si è giunti ormai ad un punto di non ritorno, ci sono società private talmente affamate di denaro da non avere alcuno scrupolo a violare la privacy dei nostri bambini - afferma il deputato texano Joe Barton, tra i promotori della legge - si tratta di una pratica a finalità commerciali profondamente scorretta». Una posizione condivisa anche dal collega del Partito Democratico Edward Markey, uno dei firmatari della proposta: «Per milioni di ragazzini che stanno crescendo nel ventunesimo secolo, Internet è diventato il più grande parco giochi - sottolinea il deputato - ma è doveroso che i bambini siano tutelati anche in un luogo tanto affascinante quanto pericoloso come il cyberspazio».L’ultima iniziativa del Congresso va così ad inserirsi all’interno del dibattito politico sulle modalità per proteggere gli utenti della Rete dall’eccessiva pervasività dei siti web, che cercano in ogni modo di carpire gusti e attitudini dei navigatori. Il senatore della West Virginia John Rockfeller ha da poco annunciato le due proposte che sottoporrà a breve al vaglio del parlamento: costringere tutte le aziende che operano online ad offrire agli utenti la facoltà di scegliere se essere “studiati” o meno, e aprire una commissione di inchiesta per accertare se alcuni gestori telefonici stiano controllando l’ubicazione precisa delle persone attraverso il cellulare. Audizioni in cui dovrebbero essere ascoltate anche Apple e Google, già nell’occhio del ciclone per la medesima vicenda.