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giovedì 7 aprile 2011

Windows Phone 7 NoDo: Microsoft, “diffidate di update non ufficiali”


Microsoft ha rivolto un avvertimento agli utenti di Windows Phone 7, esortandoli a non affidarsi a strumenti di update non ufficiali per aggiornare il proprio smartphone, onde evitare di comprometterne la funzionalità. La vicenda che ha portato il gruppo americano a mettere l’accento su questi strumenti è legato al rilascio dell’update NoDo, che porterà diverse novità e miglioramenti in Windows Phone 7 ma che, a causa di alcuni problemi emersi nel corso delle prime ore dalla sua disponibilità, ha obbligato Microsoft a rivedere il proprio programma di aggiornamento, tanto che sono stati parecchi gli utenti che, ad oggi, non hanno potuto scaricare l’update.Per ovviare al problema era stato preparato da Chris Walsh un apposito strumento – ovviamente non ufficiale – che consente agli utenti “esclusi” di scaricare e installare l’atteso aggiornamento, riscuotendo un certo favore da parte dei tanti utenti rimasti tagliati fuori dall’update ufficiale. Per tutelarsi e prevenire eventuali problemi e disagi agli utenti,Microsoft ha diffidato simili “scorciatoie”, assicurando di essere al lavoro per risolvere i problemi e chiedendo di attendere la l’aggiornamento ufficiale, in quanto alcune soluzioni alternative potrebbero avere effetti dannosi sugli smartphone. Il comunicato Microsoft non aggiunge quindi nulla di nuovo a quanto fanno più o meno tutti i produttori di software e di hardware, solitamente restii ad approvare – tanto meno incoraggiare – l’uso da parte degli utenti di strumenti non espressamente approvati in via ufficiale, spesso paventando il rischio di incorrere in problemi funzionali di un certo livello. È possibile che molti utenti seguiranno il consiglio, astenendosi da comportamenti che potrebbero mettere a rischio l’integrità dei device, ma resta pur sempre necessaria una risposta in tempi celeri da parte di Microsoft, chiamata ora a procedere con il rilascio dell’update tramite i suoi canali senza ulteriori tentennamenti, che potrebbero indurre i meno pazienti a soluzioni alternative quanto (secondo Microsoft) rischiose.