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lunedì 11 aprile 2011

Facebook, ruba il profilo dell'amica poi diffonde le confidenze alla classe


Rissa tra due studentesse per «colpa » del web. Un medico del Sert: «Internet può essere un rischio per la salute psichica»


PORTOGRUARO – La nuova moda tra i giovani cybernauti? Appropriarsi dei profili Facebook, molto spesso di amici, per carpire confidenze e segreti, o per rompere un rapporto di amicizia, via chat. L’ultimo caso risale alla scorsa settimana e vede protagoniste due amiche del cuore, studenti minorenni, venute alle mani dopo che in classe si erano diffuse confidenze e fatti personali che sarebbero dovuti restare tali. Anita aveva infatti confidato in chat, su Facebook, i propri segreti alla sua più cara amica Giorgia (i nomi sono di fantasia) ignorando però che dall’altra parte del monitor c’era tutt’altra persona. A rivelarlo è stato il dirigente della polizia postale del Veneto, Ciro Pellone, intervenuto al convegno «I pericoli di Internet», organizzato dall’associazione Lugugnana.com al teatro Russolo di Portogruaro. «Giovedì scorso - ha raccontato Pellone davanti alla platea di studenti - ho ricevuto il padre di questa ragazza, arrabbiatissimo, perché l’avevano picchiata a scuola. In prima battuta ho sgranato gli occhi pensando: che c’entro io? Poi ho capito che tutto era nato su internet e che la povera picchiata non c’entrava proprio nulla, perché qualcuno aveva rubato la propria password, appropriandosi del profilo di Facebook. Fatto gravissimo, oltre che illegale, che purtroppo si sta diffondendo». Il dirigente della polizia postale del Veneto ha più volte sensibilizzato gli studenti all’uso consapevole del web: «Internet può essere un rischio per la salute psichica ma anche per la presenza di malintenzionati e la possibilità di accesso a contenuti non adatti a minori» ha spiegato il dottor Pier Maria Pili, responsabile del Servizio per le Tossicodipendenze e l’alcolismo dell’Asl 10. Per questo motivo il Sert ha attivato un servizio che prevede la presenza di operatori (psicologi) negli istituti scolastici al fine di raccogliere ed intervenire, in presenza di fenomeni legati all’abuso della rete, compresa la dipendenza da videopoker on line più sviluppato però tra gli adulti.