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venerdì 4 febbraio 2011

Roma: al via oggi la prima rete wi-fi per giudici e avvocati


Sarà nella biblioteca che porta il nome di un magistrato assassinato dalla mafia nel 1983, Giangiacomo Ciaccio Montalto che oggi, 4 febbraio, negli uffici giudiziari della Corte di Appello di Roma in Piazzale Clodio, sarà inaugurata la nuova rete wi-fi per gli uffici giudiziari realizzata, sul piano tecnico dalla Provincia di Roma. Si tratta della prima realizzazione di una rete wi-fi in un ufficio giudiziario, una iniziativa unica nel suo genere che consentirà la connessione ad Internet in modalità wireless a magistrati, avvocati e altri utenti della giustizia. Finalmente - spiega Giuseppe Corasaniti, referente per l'informatica per gli uffici giudiziari della Corte d'appello di Roma - ci si potrà connettere gratuitamente ed in mobilità nelle aree giudiziarie alle banche dati giuridiche e ottenere informazioni utili, persino durante un’udienza. È la vittoria dell’informatica vissuta a scapito dell’informatica proclamata; una piccola iniziativa, ma concreta e funzionante e gli utenti ne sono davvero felici”. L’idea di una rete wireless interna ad accesso gratuito nasce dai magistrati referenti per l'informatica presso la Corte d'Appello di Roma e dalla Commissione informatica del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma. La cooperazione istituzionale con la Provincia ha permesso di sopperire alla cronica mancanza di progetti chiari e di fondi strutturali che aveva finora ostacolato progetti affini. “In tanti anni non era mai stato realizzato nulla del genere – prosegue Corasaniti - promesse ce n’erano state tante, sperimentazioni anche troppe, ma il centralismo direzionale finora non ha portato quasi a nulla di concreto. Alla fine però magistrati ed avvocati romani, uniti nella richiesta di innovazione, hanno vinto. È forse il primo esempio di un federalismo digitale che coinvolge positivamente in primo luogo enti locali ed uffici giudiziari. E c’è la speranza che altre proposte di “best pratices” possano seguire a ruota”. Naturalmente, trattandosi di uffici che si occupano di temi delicati e di questioni riservate, sono state prese delle precauzioni per evitare che il traffico Web possa essere intercettato e che qualcuno possa penetrare nei Pc di magistrati e avvocati. “La rete della provincia di Roma – spiega ancora il magistrato - ha sistemi di autenticazione molto forti, semplici e facilissimi, è una delle reti più sicure proprio in questo senso. Inoltre, i terminali interessati non sono quelli che ordinariamente trattano dati giudiziari ma quelli personali e portatili, tanti, di magistrati ed avvocati, compresi molti telefoni dell'ultima generazione e netbook. Siamo convinti ci siano le più ampie condizioni di sicurezza”.

Fonte: La Stampa - Autore: Federico Guerrini