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martedì 1 febbraio 2011

Due mamme in divisa sfidano gli occhi in rete


Poliziotte in prima linea contro i criminali e i pervertiti che abusano dei bambini on-line IMMAGINATE di trovarvi in una stanza davanti a un grande schermo dove vengono proiettati immagini e filmati di scene di sesso fra adulti e bambini. Bimbette con gli occhi sgranati, corpicini di pochi anni in balia di uomini senza volto che sfogano le loro perversioni per condividerle in rete con gli altri pedofili, ma anche solo con l’insospettabile e nutrito popolo dei perversi in doppiopetto (sono un’enormità). E’ umanamente possibile resistere a questa vista? Non lo è.

E IMMAGINATE che lì, di fianco a voi, siedano le due poliziotte che hanno permesso la cattura di quegli uomini e, soprattutto, che sono riuscite a identificare la bimba con gli occhi sgranati e poi sono state capaci di risalire a un giro internazionale di depravati, mettendo così in salvo le loro future vittime, dai 2 ai 14 anni. E’ possibile guardarle in faccia senza commuoversi? Non lo è.

BENE, queste due donne esistono, sono madri di famiglia ma soprattutto sono poliziotte che onorano non solo un distintivo, ma che hanno sposato una causa: quella di combattere la pedopornografia in rete. E, dopo aver visto quelle immagini agghiaccianti, si può comprendere bene non solo quale capacità investigativa, ma soprattutto quanta forza d’animo queste agenti debbano avere e quale prezzo psicologico paghino per svolgere il loro compito: prima di incastrare il criminale, devono ‘frequentarlo’ in rete, devono intrattenere relazioni con lui, devono addirittura far finta di assecondarlo, di acquistare il materiale, mentre lui continua i suoi terribili abusi sui bambini e i suoi orrendi mercati. Poi, una volta intessuta la tela della cattura, il premio è grande quanto la sofferenza che hanno soffocato.

LA TASK FORCE contro i crimini dei pedofili su internet fa capo al Centro nazionale (Cncpo) della Polizia postale e delle comunicazioni, istituito con la legge 38 del 2006, e svolge territorialmente la propria attività nel compartimento regionale dell’Emilia Romagna, che ha sede nella nostra città: qui appunto operano l’ispettore capo Patrizia Corda e il sovrintendente Marilena Campioni, le due agenti che, con la loro squadra (un gruppo di otto investigatori qualificati e particolarmente motivati), svolgono operazioni sotto copertura e che in questi ultimi cinque anni hanno sgominato giri internazionali di pedofilia on-line, riuscendo così a mettere in salvo molti minori, soprattutto dell’Est, ma non solo.

QUESTE due agenti lavorano sempre in coppia, individuando sul web siti sospetti, ma entrano anche nelle varie chat con nickname simulati per farsi adescare dai criminali. Tessono la loro rete e arrivano a individuare la postazione dalla quale il pedofilo trasmette: solo a quel punto, quando sono certe di trovare il colpevole in flagranza di reato (basta che abbia il pc acceso con il file fuori legge), intervengono e lo consegnano alla giustizia.

DA quel momento partono indagini che permettono di risalire a complici o fiancheggiatori, a mercanti senza scrupoli ma, soprattutto, ai minori abusati. Bambini condannati a destini oscuri perché, anche se non moriranno, dentro sono stati ripetutamente uccisi. Una di queste due agenti ripete: «Ogni volta che qualcuno vede le immagini di pedofilia sul web, anche solo per curiosità, deve sapere che abusa nuovamente di quei bambini. Ogni clic è una nuova violenza».

PERCHÉ? Perché la domanda alimenta l’offerta: le immagini pedopornografiche non vengono prodotte infatti solo per il giro dei pedofili, ma anche per chi nutre, nella protezione di quattro mura, le proprie perversioni sessuali. E’ opportuno sapere che la legge non lo consente: è reato scaricare le immagini (non lo è invece se capita di vederle in streaming). Più gente le vede, più bambini condanna. Si chiama legge della domanda e dell’offerta.

GLI AGENTI della Polizia postale e delle comunicazioni del compartimento regionale, guidati dal dirigente Geo Ceccaroli, hanno compiti delicatissimi che li portano a collaborare con intelligence di tutto il mondo. Ogni indagine che parte dalla rete non ha mai confini nazionali. Fra i loro compiti, la lotta alla pedopornografia in rete è primaria, a partire dal monitorare costantemente il web per controllare gli spazi virtuali dove si adescano i bambini e i ragazzi, per arrivare poi ad oscurare i siti pedopornografici che vengono inseriti in una ‘lista nera’. Ovviamente occorre la collaborazione dei provider e della polizia di tutti i Paesi, nonché degli istituti di credito, perché il materiale incriminato viene pagato spesso con transazioni bancarie.

DUNQUE, il lavoro di intelligence è particolarmente sofisticato e delicato e le due agenti del nostro dipartimento, spesso affiancate anche dal sovrintendente Enzo Grillini, esperto in indagini criminali, seguono corsi dell’F.B.I.. e si tengono in costante aggiornamento. Internet è un mare infinito dove navigano anche cattivi travestiti da buoni. Gente che un tempo offriva caramelle e oggi ricariche dei cellulari. E i nostri ‘angeli del web’ hanno il difficilissimo compito di smascherarli.

Fonte: Il Resto del Carlino - Autore: Gaia Giorgetti