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mercoledì 5 gennaio 2011

Italiani popolo di pazienti in Rete


L'Italia è tra i Paesi in cui il «dottor Web» è più consultato, ma pochi controllano l'attendibilità delle fonti. I consigli per chi cerca informazioni.

Otto italiani su dieci si affidano a Internet per cercare informazioni su salute e farmaci, mentre uno su due ricorre al Web per l’autodiagnosi. Purtroppo va aggiunto che tre connazionali su quattro non controllano l’attendibilità delle fonti, rischiando così di imbattersi in contenuti poco affidabili. È quanto emerge dai nuovi dati del "Bupa Health Pulse 2010", la ricerca internazionale della London School of Economics sui servizi sanitari.I pazienti italiani sono tra i più digitali in assoluto: più connessi dei cugini francesi (con il 59% si rivelano i meno propensi a ricorrere al Web), degli spagnoli (72%), degli inglesi (73%) e dei tedeschi (80%). Risultano secondi solo ai russi (con il 96% i più digitalizzati del mondo), ai cinesi (92%) e agli indiani (90%). Le donne italiane consultano il "dottor Web" più degli uomini (83% contro 78%), ma il picco massimo di ricerche legate alla salute, indipendentemente dal sesso, si registra comunque tra i giovani dai 25 ai 34 anni (87%), la generazione evidentemente più predisposta sia per l’età sia per la confidenza con il pianeta dell’online. Quando si tratta, invece, di contattare il proprio medico con un’e-mail o un sms, i più propensi risultano gli uomini (27% contro il 21% delle donne). Da segnalare, infine, un 13% di italiani che ricorre ai social media come Facebook per postare commenti e domande o approfondire temi medici. Entrando nel particolare, il 65% degli italiani cerca in Rete informazioni sui farmaci; il 47% naviga per effettuare un’autodiagnosi; il 42% si informa su ospedali o cliniche; il 26% cerca a colpi di mouse notizie sui medici; il 13% ricorre ai social media come Facebook per postare commenti e domande o approfondire temi medici. È gennaio il mese in cui i consigli medici online raggiungono - con l’inizio del nuovo anno e complice una rinnovata attenzione per la salute - il loro picco massimo. Inoltre uno studio della London School of Economics ipotizza nei prossimi anni un’ulteriore crescita delle informazioni online sulla salute: ciò si spiega anche con l’incremento delle vendite di smartphone e ipad previsto entro il 2012. Lo studio spiega che le persone rischiano così di imbattersi in contenuti che non hanno una fonte certa e faticano, dunque, a conoscere ciò di cui si possono fidare. «Se online si reperiscono delle informazioni inaffidabili - ha commentato Sneh Khemka, direttore medico di "Bupa International" - le conseguenze possono essere serie. Da una parte le persone possono sentirsi falsamente rassicurate da sintomi potenzialmente pericolosi, non cercando l’aiuto di cui hanno bisogno, dall’altra un’informazione imprecisa può portare la gente a preoccuparsi per nulla, a sottoporsi a esami e trattamenti che non apportano loro alcun beneficio. Quando si è alla ricerca di informazioni online è davvero importante assicurarsi che provengano da una fonte attendibile». «Le nuove tecnologie - ha spiegato David McDaid, ricercatore della London School of Economics - stanno aiutando tantissime persone in tutto il mondo ad approfondire argomenti che riguardano la loro salute e a prendere decisioni con un bagaglio informativo implementato. Tuttavia la gente necessita di informazioni ottimali. Le persone devono ricercare le fonti online badando al marchio di qualità, verificando sia la sezione ’Chi siamò dei siti web, sia la data dell’ultimo aggiornamento delle informazioni stesse».

Ed ecco i consigli per chi cerca informazioni online sulla salute:

1. Migliorare la propria ricerca: quando si va a caccia informazioni online sulla salute è importante essere quanto più specifici è possibile nell’inserimento delle parole chiave.

2. Verificare la provenienza delle informazioni e scegliere scrupolosamente i siti che forniscono informazioni sulla salute.

3. Alcuni paesi hanno marchi di qualità per contraddistinguere i siti web sulla salute affidabili. Ad esempio nel Regno Unito il Dipartimento del Governo di Sanità ha sviluppato uno standard informativo a cui si conformano i siti di elevata qualità che si occupano di salute (tra cui www.bupa.co.uk).

4. Controllare la sezione "Chi siamo": se non vi sono marchi di qualità è importante scoprire chi gestisce il sito sulla salute e perchè. I siti con una certa fama indicano se gli autori sono qualificati e se vi è un processo editoriale nella produzione dei contenuti.

5. Controllare la data: i consigli medici possono ’scaderè ed è quindi bene cercare la data di pubblicazione delle informazioni. Come regola generale le informazioni sulla salute che hanno oltre due anni devono essere considerate non più valide.

6. Consultare il proprio medico: internet può essere utile per capire qualcosa di più sulla propria salute, ma quando si è preoccupati per un problema occorre contattare il proprio camice bianco.

+ Il rapporto del "Bupa Health Pulse 2010"

Fonte: La Stampa