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venerdì 10 dicembre 2010

Abusi su 13enne adescata on line


La ragazzina, che vive in un paese della Valcamonica, dall'inizio di novembre chattava con l'adulto, poi rintracciato da Polizia postale e Guardia di Finanza. In manette per violenza sessuale su minore un 37enne di Novara che l'aveva portata sulla sua auto compiendo atti di libidine. Ha dato amicizia e fiducia a un uomo adulto con l'ingenuità dei suoi tredici anni, senza probabilmente immaginare che l'amico conosciuto in Internet si sarebbe trasformato in un pericolo concreto, senza immaginare che i complimenti e gli apprezzamenti virtuali si sarebbero materializzati in carezze rapaci, baci forzati e attenzioni non gradite.
LA BRUTTA ESPERIENZA vissuta da una ragazzina di tredici anni, che con i genitori abita in un paese della Valcamonica, dove frequenta il secondo anno della scuola media, mette in luce i pericoli che possono correre i ragazzini che sempre più spesso chattano in Rete con persone sconosciute. La piccola è stata adescata in Internet, ma il suo adescatore non l'ha fatta franca, nonostante avesse usato nome e cognome inventati. Il primo dicembre gli uomini della guardia di Finanza di Pisogne e i colleghi della Polizia postale di Brescia hanno notificato a un 37enne di Novara un'ordinanza di custodia in carcere chiesta dal pm Leonardo Lesti e concessa dal gip Enrico Ceravone. L'accusa per il 37enne, laureato, con un buon lavoro e prossimo alle nozze, è di violenza sessuale ai danni di una minorenne. L'arresto è il risultato di un'indagine maturata nell'ultimo periodo, quando i genitori della ragazzina hanno scoperto lo scambio di messaggi, di natura non innocua, tra la figlia e l'uomo su Messenger e Netlog. Allarmati i genitori si sono rivolti alla Guardia di Finanza di Pisogne. E a questo punto la ragazzina ha raccontato tutto, accennando anche a un incontro con l'uomo avvenuto un sabato pomeriggio poco prima della fine di novembre. Nel corso dell'incontro, come raccontato dalla ragazzina, a bordo dell'auto dell'uomo, alla periferia di un paese bresciano, il 37enne avrebbe convinto la minorenne a subire atti di libidine e forzandola anche, ma senza successo, ad avere un rapporto sessuale completo. Alla ragazzina il 37enne avrebbe chiesto di non raccontare niente a nessuno, nè della loro amicizia, nè di quanto era accaduto nell'abitacolo della vettura, ma la 13enne si è confidata con la madre. Alla ragazza il 37enne non aveva dato il vero nome, ma gli accertamenti informatici della polizia postale hanno permesso di risalire al responsabile dell'adescamento e delle violenze.Le indagini sul computer usato dalla 13enne hanno permesso di dare un nome e un cognome al «profilo» utilizzato sui social network dall'adulto. Dopo l'individuazione l'uomo è stato controllato e alla ragazzina sono state mostrate alcune foto: la 13enne lo ha riconosciuto senza alcun dubbio. E a questo punto è scattata la richiesta di arresto da parte del pubblico ministero.
LA CONOSCENZA in Internet, come verificato tra le centinaia di mail e messaggi, tra la ragazzina e il 37enne risale all'inizio di novembre. Alla ragazzina l'uomo aveva detto la sua vera età e aveva cominciato a circuirla, pur sapendo che non aveva ancora compiuto quattordici anni. I contatti tra i due erano costanti e sempre più frequenti, con complimenti sempre meno velati l'uomo era riuscito ad adescare la tredicenne che aveva pure inviato all'adulto alcune foto piuttosto osè, per esaudire la richiesta di quello che considerava un prezioso amico. Invaghita da tutte le attenzioni dell'uomo, che la faceva sentire importante, la ragazzina non è riuscita a capire il pericolo che stava correndo.

Fonte: Brescia Oggi - Autore: Wilma Patenzi