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lunedì 18 ottobre 2010

"Troppi ragazzi soffrono in rete" Yahoo!, summit contro i cyber bulli


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ducatori, polizia e organizzazioni non-profit insieme per discutere su come affrontare e sconfiggere i pericoli in cui incorrono i bambini su Internet

Il quarto summit annuale sulla “Cittadinanza Digitale” al quartier generale di Yahoo! (a Sunnyvale, California) si è incentrato sul tema “nuove generazioni e sicurezza in rete”Le comunità scolastiche devono identificare le situazioni a rischio e intervenire prontamente», ha dichiarato Catherine Teitelbaum, responsabile del programma sicurezza per i bambini. «Ciascuno di noi adulti gioca un ruolo nella vita dei bambini». I casi sempre più frequenti di studenti che si suicidano dopo essere stati perseguitati e umiliati online da cyber-bulli hanno fatto schizzare il problema in cima all’agenda dei temi in discussione al summit. «La vita online e offline non sono due aspetti tra loro indipendenti. Quando qualcosa va male la sofferenza è reale», ha aggiunto Teitelbaum. La tecnologia pervade a tal punto la vita dei più giovani che i loro pensieri, i sentimenti, e anche le loro grida di allarme vengono affidate ai tweets di Twitter, a Facebook, alle chat, alle email e a ogni altro strumento di comunicazione prodotto dall’Era Internet. Secondo la dottoressa, gli adulti devono tenere sotto controllo questo flusso di commenti “postati” in rete. «Gli adulti devono essere lì con loro, entrare a far parte del mondo dei social networks che rappresentano ormai la quotidianità per i più giovani». Possono tentare di tenere i bambini aggrappati al mondo reale ponendo ad esempio dei limiti nell’uso del telefono cellulare o del pc. «Il computer dovrebbe essere tenuto nella zona “più trafficata” della casa, ma è evidente che con il boom dei portatili e delle connessioni da cellulare, questo accorgimento perde di fatto ogni effetto».«I bambini sono certamente più abili e alfabetizzati all’uso delle tecnologie di ultima generazione, ma non dimentichiamo che gli adulti hanno l’esperienza che può aiutare a rendere l’uso degli strumenti elettronici più sicuro e responsabile». «Rispetto ai bulli tradizionali, molto più facilmente individuabili e localizzabili, i cyber bulli sono un fenomeno decisamente più vasto e delocalizzato e dunque rappresentano un pericolo di più vasta entità». Il presidente americano Barack Obama giovedì ha dichiarato che il suo cuore “si è spezzato” quando ha letto la notizia del suicidio del giovane studente della Rutgers University, che ha deciso di gettarsi dal ponte di Washington dopo che un bullo ha pubblicato sul web delle immagini di un incontro omosessuale tra il ragazzo e un altro studente. Obama ha condannato duramente «il gesto persecutorio» annunciando che la sua amministrazione è intenzionata ad adottare misure più severe per favorire la sicurezza sul web.
Fonte: La Stampa