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lunedì 25 ottobre 2010

In Veneto il web sale in Cattedra: formare i docenti per proteggere gli studenti


Parte domani a Padova il progetto “Web in Cattedra”, un ambizioso progetto che si propone di coinvolgere oltre cento insegnanti in momenti di formazione ad hoc per essere in grado di orientare ad un uso sicuro e consapevole di Internet quasi 50.000 studenti delle scuole primarie e secondarie della Regione Veneto. Al termine dei corsi, i docenti avranno le competenze adeguate per insegnare un uso corretto del mezzo informatico e della Rete, prevenendo fenomeni legati all’adescamento online e a tutti i rischi correlati all’utilizzo dei network sociali. Il percorso di formazione permetterà di inserire in ogni Istituto sul territorio almeno un docente “istruttore”, cioè un insegnante che avrà a sua volta il compito, di trasferire ai colleghi le conoscenze acquisite durante il corso. In questo modo, gli istituti coinvolti potranno includere queste tematiche nella programmazione didattica garantendo formazione e informazione a tutti i ragazzi che frequenteranno la scuola media anche negli anni scolastici a venire. “La Provincia di Padova – ha detto l’Assessore provinciale alla sicurezza Enrico Pavanetto – sostiene questo progetto e ogni iniziativa che aiuti le istituzioni a fare quadrato contro la pedofilia e la pedopornografia. Lo scorso anno l’Amministrazione Provinciale ha attivato un progetto basato su un sistema di protezione telematica per le famiglie che vogliono navigare in rete. Il progetto presentato oggi va nella stessa direzione, pur rivolgendosi agli insegnanti. Informare i ragazzi sui rischi presenti nella rete, significa aiutarli a farne un uso più consapevole, mantenendo inalterata la loro capacità di comunicare”. Il progetto è stato promosso in collaborazione con l'Associazione Giano Family, che ha aperto un portale - www.gianofamily.org - patrocinato da Polizia Postale, Ministero della Gioventù e Associazione Meter. L’iniziativa si avvale del supporto tecnico e della collaborazione della Questura di Padova, della Polizia delle Comunicazioni, dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, di Microsoft e dell’O.N.A.P. (Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici).

Fonte: Padovanews