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mercoledì 1 settembre 2010

Come si flirta in ufficio ai tempi del 2.0


Galeotta fu la scrivania: non più mazzi di fiori ma notifiche su Facebook e chiacchierate sulla chat aziendale.
Ore ininterrotte passate alla stessa scrivania, progetti condivisi, soddisfazioni e frustrazioni: l'ufficio è uno dei luoghi dove, per fortuna o purtroppo, molti di noi passano la maggior parte del nostro tempo. Ma non di sola routine vive l'uomo (o la donna!): aggiungiamo una gonna troppo corta, qualche ammiccamento, un pizzico di fascino del potere, ed ecco che i grigi lunedì in ufficio si trasformano in possibili appuntamenti con il destino...
Il flirt tra colleghi è spesso una tappa obbligata della vita d'ufficio che, secondo un'indagine condotta da Euroffice, fornitore online di materiale per ufficio, inizia nel 29% dei casi da un gioco di sguardi durante una riunione importante, in pausa alla macchinetta del caffè o in incontri, casuali e non, nei corridoi dell'azienda. I messaggi scritti sui cari vecchi post-it (3%) hanno lasciato il posto agli ormai onnipresenti social media: il 27% degli intervistati si lascia sedurre - o seduce - tramite link condivisi in bacheca, video di canzoni romantiche postati sul profilo o applicazioni che inviano regali multimediali all'oggetto dei propri desideri. In questa percentuale, destinata a crescere esponenzialmente, rientrano anche tutti coloro che si affidano alla messaggistica istantanea per dichiarare i propri sentimenti: Skype, Messenger e la chat aziendale sono tra i mezzi più diffusi che consentono ai colleghi di "avvicinarsi"... in tutti i sensi! Nonostante trovarsi sulla scrivania una dozzina di rose scarlatte abbia sicuramente un effetto diverso rispetto a un "Mi piace" sul proprio profilo Facebook, i mezzi dal sapore più retrò come fiori e cioccolatini, hanno chiaramente ceduto il passo al corteggiamento 2.0: infatti solo l'11%(di cui il 9% sono donne), preferisce affidarvisi. I regalini si riducono ad essere tecniche "vintage" ma, per fortuna, continuano a sortire buoni risultati. Del tutto immune a questi meccanismi risulta invece il 30% degli intervistati che, sempre secondo il sondaggio, si tiene lontano dalle avances tra scrivanie. Ma una volta rotto il ghiaccio e vissuta la passione, come si evolvono i flirt nati tra le mura lavorative? Mentre sono sbocciati fiori d'arancio per una romantica fetta degli intervistati (19%), per la maggior parte delle persone (46%) la relazione si è conclusa mantenendo comunque buoni rapporti almeno in apparenza - in virtù della pacifica convivenza fra colleghi. Non è finita invece a "tarallucci e vino" per il 15% delle coppie-scoppiate che, nonostante siano costrette a condividere stampante e macchinetta del caffè, tendono a voltare le spalle alla loro ex dolce metà ogni volta che la incrociano nei corridoi. Destino peggiore per quell'11% (8% donne) che ha preferito o è stato costretto a cambiare lavoro pur di non dover sopportare la vista dell'ex amato, o i pettegolezzi che, inevitabilmente, in questi casi, si diffondono in tempi record. Taglio netto tra ragione e sentimento infine per il 9% che riesce a dimenticare le questioni di cuore a favore delle urgenze lavorative, unico momento in cui si riesce a vedere l'ex come semplice collega. Insomma, se risulta facile innamorarsi del vicino di scrivania, il sondaggio conferma che diventa poi difficile gestire la storia nella giungla dell'ufficio, fatta di gossip e invidie. Questo però non sembra influenzare il 70% di coloro che hanno partecipato al sondaggio e che hanno ammesso di essersi lasciati andare a passioni tra colleghi, più o meno durature. Se son rose, fioriranno... o appassiranno?