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giovedì 17 giugno 2010

Web e minori: bimbi troppo spesso soli davanti al Pc. Genitori italiani troppo permissivi in fatto di navigazione?


Internet occuperà buona parte del molto tempo libero di cui bambini e ragazzi dispongono in estate, a scuole chiuse. Un passatempo che, però, nasconde molte incognite, spesso ignorate dai genitori. Secondo uno studio condotto dal magazine spagnolo INJUVE, il 96% dei bambini utilizza Internet e il 71% di quelli che hanno meno di dieci anni hanno una connessione in casa, mentre nell’ultimo anno il tempo trascorso in rete da bambini e teenager è cresciuto globalmente del 24%. Come succedeva prima per la televisione, dunque, il Pc diventa una sorta di babysitter, davanti a cui i ragazzi vengono lasciati senza supervisione. Un errore molto grave, perché internet, tra i suoi mille vantaggi, nasconde anche molti pericoli. Non è detto, certo, che i ragazzi siano poco accorti (lo sono molto meno i genitori), ma anche chi sta molto attento può incappare in informazioni inappropriate, in truffatori online e persone disoneste. Secondo una ricerca condotta da Symantec in 14 paesi (Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, India, Italia, Giappone, Nuova Zelanda, Spagna, Svezia, Regno Unito, USA) su un totale di 7066 adulti e 2805 ragazzi, in Italia, il 58% dei giovani intervistati ha avuto un’esperienza negativa in rete, ma solo il 40% degli adulti ne è informato. Inoltre, il 53% dei ragazzi ritiene di essere più attento online di quanto non lo siano i genitori. Nonostante questa supposta attenzione, le incognite restano tante: dall’indagine emerge che i ragazzi italiani si lasciano ingannare più facilmente dal download dei virus (36%), e meno dalle richieste di amicizia di sconosciuti sui social network (26%), principale rischio che corrono invece i loro coetanei nel mondo. I social network e i giochi online, due dei passatempi che assorbono la maggior parte del tempo libero degli adolescenti, sono da molto tempo oggetto delle mire dei cyber criminali che spesso ottengono l’inconsapevole collaborazione dei giovani utenti i quali, senza rendersene conto, consegnano loro i propri dati personali.
Rispetto agli altri paesi, però, in Italia i ragazzi usano il web più per giocare che per socializzare e instaurano relazioni prevalentemente con persone che conoscono già e, in media, hanno 56 amici virtuali, contro i 66 dei ragazzi britannici e i 117 dei brasiliani.
Solo il 21% di loro ha accesso al web da scuola, dato che posiziona l’Italia all’ultimo posto nella classifica globale e rispetto ad altri paesi Europei come Regno Unito (82%), Svezia (78%), Spagna (54%), Germania (51%) e Francia (41%). Dall’indagine Symantec emerge quindi che i ragazzi italiani si dimostrano più sensibili dei coetanei di altri paesi e meno propensi a commettere atti di bullismo o a diffondere foto, messaggi o calunnie che potrebbero danneggiare altre persone. In controtendenza, invece, il dato relativo alla permissività dei genitori: in Italia, ben il 65% dei genitori (più di qualsiasi altro paese europeo) preferisce lasciarli liberi di esplorare il web, perché diventino autonomi nel decidere quale sia il comportamento più adeguato da adottare online, mentre in Canada e negli Stati Uniti, 6 adulti su 10 pensano che i genitori debbano avere pieno controllo su tutte le attività che i ragazzi svolgono online. I genitori italiani sono, quindi, meno attenti rispetto al resto del mondo anche per quanto riguarda i contenuti scaricati dai figli: il 44% dei ragazzi dichiara infatti di scaricare musica e film senza alcuna supervisione.
Alla sensibilità e all’attenzione dimostrata dai ragazzi italiani fa da contraltare la superficialità dei genitori, che risultano all’oscuro dei rischi cui sono esposti i figli e sottovalutano la pericolosità di una navigazione internet senza alcun controllo. “Agli adulti, che spesso sono meno esperti dei ragazzi – ha spiegato Ida Setti, Consumer Marketing Manager, Symantec Italia & Iberica - spetta un compito importante in termini di approfondimento della propria conoscenza di Internet e del ruolo che svolgono nella vita dei figli”.
"Spesso succede – sottolineano quindi i curatori dello studio spagnolo - che i bambini, quando navigano, siano lontani dai loro genitori e molte volte non siano in grado di riconoscere truffe o inganni fatte a loro danno. Essi partecipano a chat, social network e hanno acceso ai più svariati contenuti senza purtroppo sapere se questi sono appropriati oppure no”.