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giovedì 17 giugno 2010

Bambini e sicurezza: biometria per il Web


Netiquette, neologismo che viene dall' inglese net (rete) e dal francese étiquette (buona educazione), significa l'insieme delle regole che disciplinano il comportamento di un utente di Internet nel rapportarsi agli altri utenti attraverso risorse quali newsgroup, mailing list, forum, blog o e-mail in genere. Secondo una ricerca condotta da Symantec, a fronte di un atteggiamento molto libertario dei genitori italiani che nel 65% dei casi lasciano i propri figli liberi di esplorare i contenuti della rete e impostare autonomamente la propria condotta, il 95% dei bambini del Bel Paese riesce a gestirsi in maniera responsabile, non solo impostando da sé le proprie regole di netiquette basandosi sul buonsenso, ma anche dimostrando di essere informato su quali sono i possibili rischi della navigazione. Secondo i ricercatori, solo raramente i teen ager italiani cederebbero a comportamenti che fuori dal Web sarebbero inaccettabili.“Agli adulti, che spesso sono meno esperti dei ragazzi – ha spiegato Ida Setti, Consumer Marketing Manager, Symantec Italia & Iberica - spetta un compito importante in termini di approfondimento della propria conoscenza di Internet e del ruolo che svolgono nella vita dei figli”.
I pericoli di un accesso incondizionato al Web non sono solo legati alla cybercriminalità che produce virus e malware. Come emerge dal “Quattordicesimo rapporto annuale sulla pedofilia on line” ogni giorno nascono 135 nuovi siti e 3 gruppi pedofili nei social network, ossia un incremento del 16,5% solo nel 2009.
Il report diffuso dall'Osservatorio Internazionale di Telefono Arcobaleno, indica inoltre che nelo scorso anno sono stati scoperti 49.393 siti pedopornografici, provenienti da 35 paesi in tutto il mondo. Da una classifica del rapporto emerge che il 22,3% dei pedofili è di origine americana e il quinto posto appartiene all'Italia con il 5%.
I dati sono preoccupanti considerando che ogni giorno sono 100mila le visite medie per ogni sito pedofilo. A contribuire alla diffusione di questi fenomeni vi sono una serie di fattori. Da un lato vi è la mancanza di cooperazione fra diversi stati e le soluzioni locali mirate a contrastare la pedofilia non permettono di raggiungere soluzioni efficaci in diversi territori. Dall'altra parte, internet di sicuro non contempla a pieno la riservatezza delle informazioni personali e ne tanto meno esistono metodi infallibili di prevenzione che contrastano tali fenomeni.
Vittime, purtroppo, di questo sistema poco sorvegliato sono i minori, che il più delle volte, vengono ingenuamente adescati sui vari social network, da falsi profili di coetanei.

Secondo la ricerca Symantec, però, il dato positivo è che i ragazzi italiani si lasciano ingannare più facilmente dal download dei virus (36%), e meno dalle richieste di amicizia di sconosciuti sui social network (26%), principale rischio che corrono invece i loro coetanei nel mondo. Rispetto agli altri paesi, infatti, i ragazzi italiani usano il web più per giocare che per socializzare e instaurano relazioni prevalentemente con persone che conoscono già e, in media, hanno 56 amici virtuali, contro i 66 dei ragazzi britannici e i 117 dei brasiliani.
Molti sono i soggetti che costantemente scandagliano la rete e che tentano di sanare la piaga digitale più grave. Enti governativi di sorveglianza, associazioni no profit, e istituzioni combattono da sempre il fenomeno ma ciò evidentemente non scoraggia i criminali.
Il campione analizzato da Symantec, costituito da circa 10 mila persone (oltre 7000 adulti e 2800 minori tra gli 8 e i 17 anni), di 14 paesi diversi, il 62% degli interpellati ammette di avere avuto almeno un'esperienza negativa in rete, ma solo il 45% ne parla. Un campanello d'allarme che sposta l'attenzione sui genitori e apre la discussione sul tema del controllo.
Un sistema biometrico potrebbe essere una valida soluzione a questo problema. La proposta viene dall'americana Dolphin Surf, che ha messo a punto un piccolo lettore di impronte digitali, rivolto ai web surfer più giovani.
Dolphin Secure è un lettore di impronte digitali che promette la massima protezione per i bambini che navigano su internet. Questa soluzione, infatti, differisce da molte altre in quanto limita la navigazione ad una lista di siti e permette ai piccoli internauti di interagire con altri coetanei iscritti a un social network dedicato agli utenti Dolphin Secure.
Il prodotto è completamente personalizzabile, i genitori infatti possono includere o escludere determinati domini, possono visualizzare tutte le attività effettuate e possono impostare il range di età in modo tale che i bambini possono chattare con altri coetanei. Il sistema prevede un abbonamento annuale al servizio dal costo di 60 $ e il lettore biometrico di 15 $.
Dolphin Surf, per default, limita l'accesso ad ogni dominio non contenuto nella lista ed è prevista anche la possibilità di limitare l'accesso alle impronte digitali dei pedofili già schedati. A meno che un genitore cambi le impostazioni di default, i minori saranno completamente protetti da ogni sito che ha un elevato rischio di contenuto illegale o non adatto. Le sessioni di chat potranno essere effettuate dai minori, in quanto sono costantemente presidiate da unità di sorveglianza interna all'azienda.
Il nostro intento è quello di creare una rete sociale per i minori simile a Facebook – ha spiegato Bill O'Dowd, Ceo di Dolphin Secure-. Ciò che distingue il nostro prodotto da altre soluzioni di parental control è che non contempliamo l'uso di password per accedere ai servizi”.
Infatti, da uno studio del Florida Atlantic University's Cyberbullying Research Center è emerso che, i minori in possesso di una password, tendono a condividerla con un amico e questo comporta ad alimentare il cyberbullismo in rete. La società che ha proposto tale sistema, è avvantaggiata rispetto alla concorrenza, in quanto Dolphin ha già conquistato il consenso del sistema scolastico della contea di Miami-Dade in Florida. Il sistema viene proposto in prova per 30 giorni a tutti i genitori del distretto scolastico e inoltre verrà presto integrato nel per la navigazione nel portale del distretto scolastico Miami-Dade. Michel Kaiser, direttore esecutivo della National Cyber Security Alliance ha dichiarato che anche i sistemi di accesso biometrici possono non garantire la massima sicurezza. Infatti, fa notare Kaiser, la tendenza dei minori a non esporre un problema del genere ai genitori è il problema più difficile da risolvere. Necessita quindi una giusta educazione su come comportarsi in questi casi in cui un minore è vittima di bullismo o fenomeni di pedofilia.
Per limitare questi crimini quindi c'è la necessità di un maggiore sforzo di cooperazione fra diversi soggetti, una valida educazione comportamentale, sistemi di limitazione efficaci e regolamentazioni di carattere globale. Tecnologia e responsabilità. Un binomio interessante perché se la biometria può essere una soluzione sul breve termine la netiquette è la soluzione sul lungo termine.