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lunedì 10 maggio 2010

Manuel Vigilante, iscritto al 2° anno presso l'Istituto Aicardi di Sanremo su “Internet e minori”






Dopo il convegno sulla tematica internet e minori di Sanremo abbiamo avuto il piacere di avere fra i partecipanti un ragazzo dell'Istituto Aicardi, Manuel Vigilante, che ha dimostrato di avere un futuro da blogger/giornalisti pubblicando sul quotidiano on line "Riviera24" un bell'articolo che riguarda la percezione avuta dallo stesso, e dunque da molti suoi compagni, circa quanto è stato spiegato dai relatori durante l'incontro.
"Sanremo - I ragazzi, sentendosi invincibili e non perseguibili, a volte compiono reati di varia natura: questo accade principalmente poiché essi ritengono di essere anonimi una volta immessi nella rete e questo li rende a volte spregiudicati e incauti.
Il rapporto fra i giovani e Internet è un tema centrale del nostro tempo; tale relazione è stata ultimamente al centro di numerosi dibattiti a causa dell’uso improprio, o presunto tale, che i minorenni farebbero della rete. Tale problema va obbligatoriamente affrontato per garantire che le enormi possibilità concesse da questo strumento siano espresse al meglio e che i ragazzi che si rapportano con la rete siano salvaguardati e tutelati. Proprio per perseguire questo obbiettivo, in data mercoledì 14 aprile 2010 ,si è svolto il 4° convegno a tema “Internet e minori”. Questo evento patrocinato dall’Unicef, dal Ministero dello Sviluppo Economico e delle Comunicazione, dal Ministero delle Pari Opportunità, dalla Provincia di Imperia e dal Comune di Sanremo, ha visto interventi da parte di esponenti di rilievo impegnati nel settore, con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica.Nonostante la rete presenti enormi possibilità per coloro che vi accedono, essa ha però, a causa di una serie di fattori , facilitato il compimento di alcuni reati; questi comportamenti scorretti, in alcuni casi, mettono in pericolo i minori che, chattando con sconosciuti possono cadere in imboscate o stalking; tali incontri possono potenzialmente portare a casi di pedofilia e crimini contro l'infanzia, con conseguenze a dir poco traumatiche. Questo è solo uno dei pericoli in cui possono incorrere i minorenni che si immettono sulla rete e, per combattere tali minacce è necessario un coinvolgimento di genitori ed educatori oltre che dei ragazzi stessi.I relatori che hanno dato il loro contributo all’incontro si sono mostrati competenti e hanno permesso la focalizzazione del problema da numerosi punti di vista: il professor Daniele Damele, scrittore e docente di etica e comunicazione all’università di Udine, ha ritenuto prioritario porre al centro del suo intervento la pluralità di doni e pericoli che l’ utilizzo della rete comporta.Un ulteriore problema su cui il professore ha posto l’accento è stata la “sostituzione” del tempo trascorso ad alimentare il rapporto tra figli e genitori con l’imperante cultura tecnologica ; questi ultimi, per sentirsi a posto con la coscienza , spesso sostituiscono un impegno reale che non possono dare con “doni” di natura consumistica.Il professore ha concluso il suo intervento facendo presente che Internet è solo uno strumento e quindi l’uso che ne viene fatto dipende da chi interagisce con esso. Il secondo intervento ad opera dell’ avvocato Alessandro Cecchetti ha posto al centro le responsabilità penali e civili in cui i minori e non solo possono incorrere; per fare ciò egli ha esaminato accuratamente il processo Google da poco concluso.Questo esempio ha dato la possibilità di evidenziare le diverse responsabilità di coloro compiono un atto illecito in rete, nel caso specifico il giudice ha condannato a 4 mesi di reclusione i responsabili di Google, mentre i protagonisti del filmato preso in oggetto, all’interno del quale un gruppo di minorenni aggrediva un coetaneo diversamente abile, sono andati anch’ essi incontro alle responsabilità, seppur mitigate dalla loro giovane età, derivanti dal loro criminoso gesto.Tale processo è stato egregiamente descritto dall’avvocato con lo scopo di far comprendere che il presunto anonimato della rete in realtà è solo apparente e le persone che commetteranno reato su Internet saranno chiamate ad essere giudicate secondo giustizia.L’ideatore e coordinatore del portale “ilfiltro.it”, Michele Crudele, ha incentrato il suo intervento sulle possibilità di Internet e, sulla visione che gli utenti, in particolare di giovane età, hanno della rete. Il Dottor Crudele ha esplicitato i concetti di “nativo digitale” e “ immigrato digitale” rispettivamente riferiti a coloro che sono nati e cresciuti nel pieno della rivoluzione tecnologica attuale e le persone appartenenti alla generazione precedente; questa distinzione ha creato un interessante caso sociologico poiché per la prima volta, una generazione successiva ha avuto modo di conoscere maggiormente un argomento rispetto a una precedente; questa condizione ha causato inevitabilmente la mancanza di controllo da parte di genitori, incapaci di poter verificare e comprendere le azioni dei loro figli. Si è scoperto altresì che bambini e i ragazzi, in seguito a studi effettuati su campioni consistenti, ritengono che Internet sia la fonte a cui attingere per chiarire i propri dubbi: questo atteggiamento è però molto pericoloso in quanto la rete, essendo costituita da file derivanti da persone di ogni ceto sociale e culturale , può presentare un carattere di inaffidabilità che può portare coloro che interrogano Internet a ricevere risposte sbagliateIl Dottor Crudele ha terminato il suo intervento incitando noi ragazzi ad utilizzare in pieno le risorse che la rete ci offre con lo scopo di raggiungere una criticità tale da permetterci di attingere autonomamente a risorse culturali senza che ci sia bisogno di un intervento di “maestri” esterni. Questa auspicabile visione dello studente del futuro è stata definita“studente 2.0”.La Dottoressa Rosa Mininno, Direttore scientifico e Coordinatore nazionale della rete, Nuove Dipendenze Patologiche, ha invece evidenziato le caratteristiche psicologiche della nostra generazione e come essa si relazioni agli altri attraverso la rete. I nativi digitali sono nati nel pieno di una rivoluzione sociale; la vita dei giovani si basa, molto spesso, su valori superficiali come l’apparenza e la popolarità, ed è proprio questo che spinge molte ragazze (e non solo) a pubblicare sui Social Network immagini provocanti, con lo scopo di attirare l’attenzione degli altri utenti, per ottenere da loro richieste “di amicizia” e un elevato numero di contatti. Ciò porta inevitabilmente un aumento della popolarità la quale è in realtà il principio di cui si vanta parte della società giovanile: ecco un esempio di come un uso improprio della rete , in questo senso, ha causato destabilizzazione della capacità e del modo di rapportarsi con gli altri.L’ultimo intervento è stato esposto dal Responsabile Nazionale Formazione Polizia Postale e delle Comunicazioni, Marco Valerio Cervellini, che ha ritenuto necessario porre particolare attenzione su quelle che sono le attività dei giovani in rete , illustrando come essi spesso siano vittime, e a volte carnefici, a causa di un uso illegittimo di Internet.I ragazzi, sentendosi invincibili e non perseguibili, a volte compiono reati di varia natura: questo accade principalmente poiché essi ritengono di essere anonimi una volta immessi nella rete e questo li rende a volte spregiudicati e incauti. Molto più spesso però capita che i giovani,(in particolare le ragazze) siano invece vittime di persone le quali approfittano della loro ingenuità con lo scopo di ottenere relazioni sessuali, consenzienti e non, e molto altro.Questa minaccia viene quotidianamente affrontata e combattuta dalla Polizia postale che si occupa di perseguire coloro i quali commettono reati sulla rete. Per ciò che riguarda la tutela dei diritti dei minori sono intervenuti gli studenti Daniele Pellicanò ed Edoardo D'Ascola, appartenenti al settore imperiese di Younicef, testimoniando la familiarità del loro gruppo e di tutte le organizzazioni giovanili a livello nazionale , con la rete ed i vari elementi della sua struttura. Tutti noi auspichiamo che la consapevolezza pubblica e la prudenza individuale portino gli utenti di Internet a navigare in modo più sicuro e costruttivo
Autore: Manuel VigilanteIstituto Professionale “D.Aicardi” Sanremo, Classe II