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martedì 18 maggio 2010

Gruppi Facebook, due denunce


Un disoccupato genovese di 40 anni è stato denunciato dopo aver creato su Facebook un gruppo che invitava ad adottare bambini morti ad Haiti e uno a favore degli abusi contro i bimbi dell'asilo di Pistoia. L'uomo, scoperto dalla Polposta di Imperia, è accusato di istigazione a delinquere. Nei suoi link compariva anche il profilo "Poliziotti postali fessacchiotti", creato da un operaio milanese, denunciato a sua volta per oltraggio. Gli agenti, nelle operazioni contro i due, hanno sequestrato quattro computer e diverso materiale informatico: penne usb, dvd e hard disk. Le indagini sono iniziate proprio dal gruppo dedicato ai bambini di Pistoia, che contava 135 iscritti, la maggior parte dei quali aveva condannato l'iniziativa. Qualcuno aveva anche detto di voler denunciare il fatto alla Polizia postale ed è forse per questo motivo che il genovese, fondatore del gruppo, ha creato una sorta di link al profilo che dava dei "fessacchiotti" agli agenti. "Il messaggio che vogliamo lanciare - spiega il dirigente della Polposta di Imperia, Ivan Bracco - è che quando una persona crea dei gruppi su Facebook, non deve mai perdere il senso della realtà e del vivere sociale. E' una questione di puro buonsenso". L'operaio milanese, per aver offeso la polizia postale, se la caverà con una pena irrisoria e un eventuale risarcimento. Più grave l'istigazione a delinquere. "L'istigazione - spiega ancora Bracco - nel caso dei bimbi di Pistoia, consiste nel sollevare in alcune persone sentimenti di rabbia o di odio, che possono indurre le stesse ad esercitare comportamenti violenti sui bambini".

Osservatorio sui minori: "No a offese sul web""Dietro i social network ci sono persone, che non hanno alcun diritto di offendere le altrui dignità". E' il commento del presidente dell'Osservatorio sui diritti dei minori, Antonio Marziale, consulente della Commissione parlamentare per l'Infanzia. Per Marziale "non è accettabile che la magnificenza di un potente mezzo di comunicazione, quale è Internet, debba subire l'impunità di zone franche in cui oscuri personaggi si arrogano la facoltà di delinquere, perfino sulla pelle di bambini già duramente provati da un'esperienza che difficilmente dimenticheranno".