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giovedì 29 aprile 2010

Sondaggio EURES: quale Governance per il Web?


La diffusione di internet e dei suoi strumenti più innovativi (blog, social network, ecc.) ha consentito sempre maggiori possibilità di produzione e diffusione di contenuti da parte di tutti i cittadini. A tale riguardo, l’EURES ha avviato sul proprio sito web un sondaggio per raccogliere esperienze e valutazioni su alcune delle principali problematiche legate al rapporto tra internet, cittadinanza, diritti e democrazia. Al sondaggio, rimasto attivo dal 23 febbraio al 12 aprile, hanno partecipato 163 utenti che, in base a quanto emerso, possono essere considerati dei consumatori quotidiani della rete: 9 su 10 la utilizzano infatti per lavoro (90%), nella formazione di idee e opinioni (88%) e, anche se in modo meno diffuso, per socializzare (74%). Gli intervistati provengono prevalentemente dal Centro Italia (76% a fronte del 15% dal Nord e del 9% dal Sud), si concentrano nella fascia 18-44 anni (il 17% ha tra i 18-29 anni e il 56% tra i 30-44 anni) mentre risultano equamente distribuiti tra donne (49%) e uomini (51%). Passando ad osservare i risultati raccolti, tra gli utenti sembra emergere una diffusa richiesta di regolamentazione del web e delle sue pagine: per la maggioranza degli intervistati (54%), infatti, l’accesso ad internet per tutti i cittadini rappresenta un diritto cui affiancare regole e doveri più che un diritto assoluto (45%). Maggiore incertezza si rileva nell’individuazione delle Istituzioni cui delegare la regolamentazione del web, con una prevalenza degli organismi internazionali (39%) rispetto ai singoli Stati nazionali (22%), ai quali si affianca la positiva richiesta di coinvolgimento degli stessi utenti della rete (26%). L’esigenza di vedere realizzata una normativa dedicata al web si conferma considerando la posizione degli intervistati rispetto alla possibilità di diffusione on line di specifici contenuti, con una netta maggioranza dei favorevoli a forme di regolamentazione o di divieto rispetto ai contrari. In tale contesto, se da un lato non sorprende la richiesta di vietare contenuti illegali, come quelli terroristici (la cui diffusione dovrebbe essere vietata per il 65% degli intervistati), sembra interessante sottolineare la fermezza espressa anche nei confronti di contenuti falsi e diffamatori (per il 39% sono da vietare e per il 44% da regolamentare), pornografici (32% e 48%), violenti (24% e 56%), relativi alla vita (20% e 56%) o al passato di terze persone (17% e 56%). La richiesta di regolamentazione prevale inoltre in relazione alla diffusione di contenuti soggetti al diritto d’autore (il 69% degli intervistati è a favore), mentre nessun divieto è chiesto per i contenuti politici e, in questo caso, il campione appare più diviso anche in termini di esigenze normative (49% è favorevole e il 51% contrario). Tra i contenuti per i quali gli intervistati auspicano una libera circolazione, è da sottolineare la totale apertura espressa nei confronti delle notizie e delle informazioni riguardanti la Pubblica Amministrazione e la prevalenza dei favorevoli alla pubblicazione on line delle dichiarazioni dei redditi di tutti i contribuenti (52%) o dei dati anagrafici dei condannati per reati gravi (43%). Nella valutazione di alcuni possibili strumenti di regolamentazione della rete, gli intervistati si dichiarano favorevoli nel 71% dei casi all’oscuramento di pagine web che veicolano contenuti illeciti e nel 64% dei casi all’estensione ai siti internet di natura editoriale le previsioni della Legge sull’editoria; i contrari (67%) prevalgono sui favorevoli (33%), invece, considerando la possibilità di vietare l’anonimato sul web. Pensando al futuro, infine, la maggior parte degli intervistati (51%) ritiene che tra dieci anni l’accesso e l’utilizzo di internet sarà più controllato e più regolamentato di quello attuale.