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martedì 23 marzo 2010

Videogames: approvato il codice di condotta europeo


Occhi puntati sugli internet caffe' per prevenire un accesso improprio dei minori ai videogiochi, da punire con eventuali sanzioni. Lo chiede il Parlamento europeo, che in un rapporto sulla sicurezza dei giochi elettronici per i minorenni, propone anche un rafforzamento del sistema di classificazione europeo Pegi, un codice di condotta per rivenditori e produttori, campagne di sensibilizzazione per i genitori e un ´bottone rosso´ (fisico o virtuale) per bloccare l'accesso a certi contenuti. Nonostante sia gia' attiva e apprezzata l´etichettatura europea Pegi (Pan-European Game Information - Informazioni paneuropee sui giochi), rimangono ancora molte sacche di utenza senza controllo, prima fra tutte quella degli internet caffe', dove il controllo dei genitori risulta praticamente impossibile per il 3,2% dei minori tra 6 e 17 anni. Inoltre, i deputati fanno notare che i videogiochi vengono sempre piu' spesso acquistati e scaricati da internet, e chiedono pertanto misure di controllo adeguate per gli acquisti on line, inclusi quelli tramite carte di credito o buoni, e si aspettano che il settore dei giochi "integri sistematicamente modelli di accesso per i giochi online in maniera tale che i minori non siano esposti a contenuti nocivi". Il Pe sostiene poi la proposta della Commissione di introdurre un codice di condotta paneuropeo per i rivenditori e i produttori di videogiochi, al fine di evitare la vendita ai minori di articoli dai contenuti violenti o nocivi. In questo senso, il Parlamento sostiene l´esigenza di sanzioni comuni (e severe) per i rivenditori e i titolari di Internet caffe'. La Commissione Ue viene poi invitata a proporre misure legislative che scoraggino l´uso improprio dei giochi online per favorire attivita' commerciali sleali, come quelle che inducono i minorenni ad assumere impegni giuridici (ad esempio attraverso sottoscrizioni automatiche o dialer con connessioni a costosi numeri a pagamento) o che inviano messaggi promozionali anticoncorrenziali come, ad esempio, il product placement o altre tecniche di marketing nascosto.
Per i deputati e' infine necessario organizzare campagne di sensibilizzazione nazionali, destinate in particolare ai genitori per aiutarli a scegliere videogiochi adatti all'eta' e al livello di conoscenze dei loro figli. Deve essere, infine, favorito lo scambio delle migliori pratiche fra le autorita' nazionali in vista di integrare l´alfabetizzazione nel settore dei videogiochi negli obiettivi educativi della scuola primaria e secondaria.