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venerdì 19 febbraio 2010

USA, la webcam che sbircia di nascosto


Una class action ha investito una scuola superiore. Uno studente era stato sanzionato per condotta non appropriata. Tenutasi però tra le mura di casa sua. Nel laptop fornitogli per fini educativi, una webcam osservava in silenzio.

È un caso piuttosto inquietante quello che ha investito di recente una high school statunitense. Per la precisione, il Lower Merion School District, situato nel mezzo di un non troppo facoltoso sobborgo di Philadelphia. Uno studente minorenne, Blake Robbins, è stato sanzionato a livello disciplinare per una condotta definita impropria. E fin qui nulla di strano, normale amministrazione per una presidenza scolastica. Solo che Blake Robbins è stato accusato per via di un comportamento tenuto tra le intime mura della sua stanza. Qui, il sommo stupore dei suoi genitori, quando hanno ottenuto dalla presidenza una fotografia del figlio come prova dell'avvenuta condotta indisciplinata. Ma come hanno fatto i vertici scolastici ad ottenere quella fotografia? In maniera semplice: attraverso una webcam incorporata nel laptop del ragazzo. Non un laptop personale, acquistato privatamente. Un computer che la stessa scuola aveva fornito a circa 1800 dei suoi studenti, all'interno di un progetto educativo finanziato dal governo federale. Un'iniziativa che, a detta della Lower Merion, fungesse da incentivo alla collaborazione online, alla ricerca, all'accesso alle risorse educative in ogni momento e in ogni dove. Anche tra le mura della propria stanzetta da studente minorenne. Pare però che i dirigenti avessero omesso un piccolo particolare: che le webcam incorporate nei lapotp potessero essere usate per controllare le attività connesse degli studenti. Per eventualmente punire comportamenti impropri, come quello di Blake Robbins. Dal colloquio del padre con la presidenza alla causa legale, il passo è stato quasi immediato, scontato. Per la precisione, una class action a cui hanno aderito altri genitori di altri studenti, tutti riforniti dei computer spioni. Stando ai documenti, la scuola statunitense è stata accusata di aver violato innanzitutto il Quarto Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America, che difende i cittadini da perquisizioni, arresti e confische irragionevoli. Ma non è tutto per la Lower Merion. La class action ha inoltre chiamato in causa una serie di leggi federali a protezione della privacy. Come l'Electronic Communication Privacy Act, il Computer Fraud Abuse Act e il Pennsylvania Wiretapping and Electronic Surveillance Act. La scuola non avrebbe fatto menzione del controllo in remoto delle webcam e avrebbe catturato un pubblico minorenne in momenti privati.