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martedì 5 gennaio 2010

Attenzione ai videogiochi: il caso di Ambulance Rush


Sotto l’albero di Natale o magari nella calza della befana qualche adulto ha pensato bene d’inserirci magari anche un videogioco. Va bene, nessun problema, non vanno criminalizzati, ma prestare attenzione alla scelta del videogame che finisce in mano ai bambini s’impone. Secondo gli ideatori del videogioco “Ambulance Rush”, ad esempio, l’ambulanza non deve soccorrere le persone, coma accade nella realtà, ma farle fuori. Il gioco è ispirato al celebre GTA che vede come protagoniste tre anomali ambulanze sportive, con l’unico intento di distruggere chiunque e qualunque cosa passi sul suo cammino. E’ uno dei tanti games violenti e certamente amorale che sarà anche divertente per certi versi, ma estremamente pazzo così come sbagliato sarebbe lasciarlo in mano ai bambini affinché passino il tempo incustoditi. Il videogioco impone prima di tutto di scegliere su quale mezzo salire con la finalità di distruggere la città e i passanti, investire tutti e tutto. Dopodiché si entra in azione. Tre sono i livelli di puro malato divertimento. Occorre fare attenzione a mantenere l’equilibrio dell’ambulanza, giacché ogni urto può far ribaltare il conducente e di conseguenza scoppiare, anche in considerazione dell’elevata velocità. Utilizzando le frecce della tastiera si può, infatti, dare gas e tenere sotto controllo (si fa per dire) l’equilibrio del veicolo. Insomma un nuovo ennesimo videogame che se ne frega letteralmente delle prescrizioni europee sul controllo di quanto finisce in mano ai bambini e che si pone come modello comportamentale diseducativo sia dal punto di vista dell’educazione civica, sia stradale, ma soprattutto dal punto di vista dell’esempio e del rispetto dovuto (qui totalmente assente) all’altro. Già in passato erano apparsi videogiochi per i quali più uccidevi passanti più conquistavi punti e se gli schizzi di sangue provocati erano piuttosto considerevoli allora i punti aumentavano. Assieme a genitori, educatori e associazioni ho combattuto per il ritiro dal commercio di questo gioco, ma senza grosse fortune. Certamente l’attenzione primaria dev’essere dei familiari, dei docenti e di chi si dedica ai bambini nella scelta dei giochi, ma una certa etica dovrebbe essere richiesta anche a chi pone in commercio, pensando esclusivamente al profitto, certi prodotti che, se destinati anche ai ragazzi, dovrebbero favorire i valori e non la violenza. In questo senso l’appello è rivolto anche agli autori di videogiochi, programmi tv e a tutti coloro i quali pongono on line proposte, idee, forum e quant’altro visibile ai minori.