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martedì 22 dicembre 2009

USA, cercare il porno a sette anni



A rivelarlo, uno studio di Symantec. Le parole sesso e porno sono tra le prime cinque ricercate dai minori di 18 anni. Anche i minori di sette anni sarebbero avidi amanti della nudità. In molti, tuttavia, dubitano dei risultati.

La fine di un anno è sempre un momento utile per fare bilanci, per illustrare tendenze in ascesa (o in declino) e stilare speciali classifiche. E di classifiche si è occupata recentemente la security company Symantec. Con una Top 100, pubblicata sul sito OnlineFamily. Norton, servizio web che permette ai genitori interessati di monitorare l'attività online dei propri pargoli, sempre più precocemente addentro alle chiaroscure dinamiche della Rete. A stravincere, YouTube. La piattaforma di video sharing si è piazzata al primo posto in tutte le classifiche stilate da Symantec, a partire da quella generale relativa alle più diffuse chiavi di ricerca online da parte di ragazzi al di sotto dei 18 anni. Secondo posto per Google, seguito da Facebook e da altri due termini che hanno fatto preoccupare non poco famiglie connesse ed esperti in sicurezza informatica: sesso e porno. Sesso ben al di sopra di Disney (posizione 93); porno ben più in alto di Twitter (66) e di MSN (33), lievemente battuto dalla parola boobs, tette. Tra le celebrità, ha vinto ancora Michael Jackson, già trionfatore di altre classifiche di fine anno come quelle di Google e Yahoo!. I termini sex e porn sono rimasti rispettivamente al quarto e quinto posto nella classifica relativa alle utenze maschili, mentre solo il sesso è comparso nella top 5 delle ragazzine. Che sembrano preferire la cantautrice country-pop Taylor Swift alle nudità di pornostar e amatori della carne. Quella che, tuttavia, ha destato più di una perplessità è un'altra classifica, questa volta relativa alle ricerche da parte di giovanissime utenze al di sotto dei sette anni d'età. Qui scompare dal podio il sesso (probabilmente sostituito da cavoli e cicogne), ma rimane saldamente al quarto posto la parola porn, battendo la parola giochi e quella cartoon network. Qualcuno a questo punto è insorto, accusando pesantemente l'azienda statunitense di aver pubblicato risultati del tutto astrusi. Un ragazzino di meno di sette anni, si spiega, non potrebbe perfettamente afferrare il significato concettuale e pratico della parola "porno", soprattutto perché sarebbe impensabile che un genitore glielo insegni nel dettaglio. Quello che apparirebbe inoltre inusuale è che lo studio di Symantec abbia scoperto che gli utenti al di sotto dei sette anni ricerchino siti legati al P2P come Limewire e Mininova. L'azienda statunitense ha comunque assicurato che i suoi studi si basano su circa 15 milioni di interrogazioni attraverso OnlineFamily.Norton. Qualcun'altro non ha esitato a sostenere che si tratti in realtà di dati con un solo scopo: far crescere la paura tra i genitori e quindi aumentare le vendite dei propri software. Altri, poi, hanno sfogato una certa vena sarcastica in tre pensieri. Primo, cercare la parola Google non avrebbe alcun senso. Secondo, i figli sono il futuro. Terzo, il futuro è condannato alla rovina.
Riflessione: in merito a questo post, non mi stancherò mai di dirlo, sfruttiamo lo strumento tecnologico di protezione (modalità filtro lista bianca con indicazione dei soli siti sui quali il bambino può accedere) e SOPRATTUTTO evitiamo ove possibile di lasciare i bambini da soli davanti al computer ma cerchiamo di affiancarli soprattutto durante la navigazione sul web (prevenire è meglio che curare). Mi riferisco alla fascia di età che và dalla primissima infanzia sino ad arrivare ai 13 anni di età. Oltre non avrebbe senso. Evitiamo che si abbassi la soglia di sensibilità che provoca poi la conseguenza di adolescenti che pubblicano scene erotiche sul blog o su Facebook.