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mercoledì 30 dicembre 2009

Da IBM e Sophos le previsioni sulla sicurezza informatica per il 2010


Si avvicina il 2010 e come sempre, sono in molti quelli che si dividono tra il tracciare un bilancio dell’anno che sta per concludersi e il delineare le tendenze probabili per quello che deve arrivare.

Tra questi ultimi ci sono anche IBM e Sophos, che hanno provato ad indicare il trend relativo alla sicurezza informatica del 2010, partendo dalle tendenze osservate nei mesi passati per cercare di capire quali possano essere i pericoli per i sistemi di aziende e di utenti privati nei prossimi mesi.
Negli ultimi tempi gli esperti hanno osservato un ritorno in forze per i worm, in calo negli anni passati, così come evidente sembra sia stata la diffusione dei cosiddetti “rogue antivirus”, cioè dei falsi antivirus che, anziché soluzioni per la protezione, celano vere e proprie minacce per la sicurezza degli utenti. Le tendenze relative ai pericoli per la sicurezza per il 2010 sembrano quindi seguire lo stesso percorso dell’informatica: non è un caso infatti se proprio dal cloud computing, la direzione verso cui si muove l’utenza, soprattutto quella aziendale, potranno venire i rischi più importanti. Altro aspetto da valutare sarà quello relativo al software pirata, con buona parte dell’utenza che utilizza software contraffatto e che sarà a rischio di subire potenziali attacchi, a causa dell’abitudine a non tenere aggiornato il proprio sistema per evitare eventuali notifiche o problemi con le utility in grado di rilevare la non genuinità del software usato. Motivo per cui questa fascia di utenti finisce spesso, a detta degli esperti, a navigare in Rete con software obsoleti e non aggiornati, quindi assolutamente vulnerabili. Altro fattore importante è poi la diffusione dei social network e altri servizi di questo tipo, divenuti meta di milioni di utenti e per questa ragione diventati “terreno di caccia” di malintenzionati, pronti a sfruttare eventuali falle nelle impostazioni di sicurezza e in grado di rubare le credenziali per trafugare dati e quant’altro. Fenomeno meno importante dovrebbe essere invece la diffusione di virus e worm tramite queste piattaforme, seppur in crescita infatti, tale sistema di attacchi dovrebbe essere contenuto dagli aggiornamenti che verosimilmente i gestori implementeranno per mettere al riparo i propri utenti e cercare di azzerare la diffusione di spam o messaggi pericolosi.
In definitiva i punti più importanti sono quindi tre: la diffusione del cloud computing che sposterà il pericolo verso le reti di gestione di questi servizi, l’utilizzo di software non aggiornato e la diffusione dei social network, con una tendenza che porta i pirati informatici a cercare di trovare le potenziali “prede” proprio laddove esse si dirigono.