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domenica 8 novembre 2009

Contrordine: la tecnologia aumenta la socialità


Telefoni cellulari e Web accrescono i rapporti sociali e non rendono più isolate le persone. Sono giunti a questa conclusione, che sovverte uno dei più grandi luoghi comuni sulle nuove tecnologie, i ricercatori del Pew Internet & American Life Project dopo aver condotto uno studio negli Stati Uniti sugli effetti del progresso digitale sulla socialità degli individui. Un risultato sostanzialmente in contrasto con un precedente studio realizzato nel 2006 da un gruppo di sociologi, giunto alla conclusione che dal 1985 la tecnologia avesse reso gli statunitensi maggiormente isolati e con minori contatti sociali. «Le attività sui social media sono legate ad alcune benefiche attività sociali, comprese le reti di confronto che comprendono generalmente persone provenienti da differenti background sociali. Per esempio, gli utenti abituali di Internet e coloro che gestiscono un blog fanno maggiormente affidamento su qualcuno di una razza diversa» si legge nel rapporto da poco pubblicato da Pew e intitolato "Social Isolation and New Technology. How the Internet and mobile phones impact Americans' social network". E proprio i portali sociali costituiscono le principali risorse per accrescere la propria vita sociale e i contatti con nuovi individui: «L'utilizzo di Internet in generale e l'utilizzo dei social network come Facebook sono legati a reti sociali maggiormente variegate. Ciò contrasta con la nozione secondo cui la tecnologia disincentiva la partecipazione sociale degli individui».
Secondo gli autori della ricerca, l'uso di Internet non riduce il livello di partecipazione degli utenti all'interno delle loro comunità locali. L'utilizzo della Rete è infatti legato positivamente alle attività degli individui in ambito locale nella propria comunità di appartenenza. Lo studio ha messo in evidenza come gli utenti abituali del Web visitino con più frequenza i propri vicini di persona. Inoltre, chi utilizza frequentemente Internet sul posto di lavoro, i blogger e gli utenti di telefoni cellulari sono generalmente coinvolti in attività di volontariato e di aiuto per il prossimo.
«L'utilizzo di Internet non esclude le persone dai luoghi pubblici. Semmai, è associato a un maggior coinvolgimento in luoghi come i parchi, i bar e i ristoranti, ovvero in quelle tipologie di locali dove la ricerca dimostra che le persone hanno maggiori probabilità di incontrare un'ampia gamma di individui con differenti punti di vista. Del resto, l'accesso a Internet è divenuto un elemento comune nell'esperienza di molti negli spazi pubblici
. Per esempio, tra tutti gli statunitensi che si sono recati in una biblioteca nel corso dell'ultimo mese, il 38% si è collegato alla Rete mentre si trovava in quel luogo, il 18% si è collegato in un bar o in un locale» si legge nel rapporto Pew.
I numeri sui contatti mantenuti via telefono e sulle relazioni sociali mantenute di persona sembrano confermare ulteriormente quanto rilevato dai ricercatori. Mediamente, in un anno un individuo rimane in contatto di persona con la propria rete sociale per circa 210 giorni a fronte dei 195 giorni all'anno di contatti attraverso telefono cellulare e 125 giorni tramite linea telefonica fissa. I contatti via SMS vengono mantenuti con una media di 125 giorni all'anno, via email per 72 giorni e con i sistemi di messaggistica istantanei per 55 giorni su base annua. Sui social network la cifra è ancora inferiore e si attesta intorno ai 39 giorni, mentre per lettere e cartoline tradizionali ammonta a circa 8 giorni all'anno.
Infine, secondo lo studio condotto dal Pew Internet and American Life Project, le nuove soluzioni tecnologiche legate alla Rete vengono utilizzate principalmente dagli utenti per rimanere in contatto con la propria rete sociale locale e solo in minima parte per comunicare e mantenere i contatti con individui distanti. Le nuove opportunità offerte dalla tecnologia nell'ambito della comunicazione personale sono vissute, nella maggior parte dei casi, con curiosità e interesse dagli utenti e non con il timore di diventarne vittime e di compromettere la propria socialità al di quà dello schermo.