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venerdì 2 ottobre 2009

Allarme "phishing" in provincia: 3 indagati per riciclaggio, spostato denaro per 100.000 euro



I tre riciclavano sul loro conto corrente somme di denaro provento di 'phishing' - attivita' illegale utilizzata per ottenere l'accesso a informazioni personali o riservate riguardanti conti correnti bancari o postali per il successivo furto di denaro.
Tre persone, un imperiese e due emiliani, che riciclavano sul loro conto corrente somme di denaro provento di 'phishing' - attivita' illegale utilizzata per ottenere l'accesso a informazioni personali o riservate riguardanti conti correnti bancari o postali, per il successivo furto di denaro – sono stati denunciati dalla polizia postale di Imperia con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro, all'accesso abusivo a sistema informatico e alla detenzione di codici di accesso. La loro segnalazione all'autorita' giudiziaria arriva al culmine di una vasta attivita' investigativa che mira a smantellare un'organizzazione, con base in diversi Paesi dell'est europeo, che recapita migliaia di mail truffaldine, al giorno, a ignari utenti della rete, con cui chiede – dietro il miraggio di aver vinto un premio o la minaccia di chiudere il conto – di inserire i codici di accesso. Quest'ultimi vengono, poi, utilizzati per indebiti prelievi. Gli '007' della Postale, coordinati dall'ispettore capo Ivan Bracco, hanno accertato movimentazione di denaro per un ammontare di circa 100.000 euro a carico di tre indagati. Sono stati accertati prelievi tra i 3.500 e i 7.000 euro ciascuno, con il caso di una donna, alla quale sono stati sotratti 17.000 dei 18.000 euro che teneva su un conto corrente postale. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia Postale, sembra che l'organizzazione provvedesse a ottenere i codici di accesso tramite l'attivita' di 'phishing', inviando mail a raffica anche autogeneranti, dietro le sembianze di istituti di credito e finanziarie, con le quali chiedevano i codici di accesso. Ottenuti questi, l'hacker si sostituiva al proprietario, movimentando il denaro sui conti di collaboratori compiacenti che, una volta ottenuto il pagamento, trattenevano l'8-10 per cento, girando l'altra parte di contante, tramite sistemi di pagamenti internazionali, ai componenti dell'organizzazione. 'Queste tre persone – spiega l'ispettore Bracco – vengono considerate soltanto il terminale di una piu' vasta organizzazione, con ramificazioni nei Paesi ex Urss, che acquisisce i codici e, in un primo tempo, pubblicava offerte di lavoro, chiedendo ai loro candidati di prestare il conto corrente per la pulizia di denaro. Oggi, invece, abbiamo appurato che sono personaggi appartenenti alla criminalita' che, nella maggioranza dei casi, svolgono questo compito'. Bracco lancia un appello: 'Se vi arrivano mail di questo genere, che chiedono di aggiornare i codici o che vi annunciano vincite in denaro, cancellatele subito. Non apritele neppure, perche' se cadete nel tranello e la banca o la Posta scoprono che siete stati voi a consegnare i codici, c'e' il rischio che non vi rimborsino'. In provincia di Imperia sono state presentate 6-7 denunce in due mesi, ma il fenomeno, malgrado la propaganda, sembra essere in costante crescita.