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mercoledì 16 settembre 2009

Unione europea: una community per comunicare la sicurezza



Incontrarsi, condividere, imparare. Questi i tre pilastri fondamentali della community nata da un'idea della polizia italiana e presentata oggi a Roma presso l'Ufficio relazioni esterne. La "Communicating security using ICT" (questo il nome del progetto) è la prima Rete tra le forze di polizia europee per condividere le iniziative di comunicazione sul tema della sicurezza. Si tratta di uno spazio virtuale, online, in cui poter dialogare con i propri omologhi di tutta Europa e attraverso il quale scambiarsi progetti innovativi e notizie legate al contrasto del crimine. L'iniziativa accolta con entusiasmo dalla totalità delle polizie europee vede infatti la partecipazione dei vari rappresentanti degli Uffici relazioni esterne alcuni dei quali erano presenti alla conferenza.
Questa community non nasce come un canale investigativo ma è principalmente uno spazio web dove i colleghi degli Uffici relazioni esterne delle polizie dei vari Paesi possono condividere, in tempo reale, i modi utilizzati per comunicare sicurezza ai cittadini così come le iniziative intraprese per farli sentire più sicuri. Perché oggi - ha sottolineato Maurizio Masciopinto, direttore dell'Ufficio relazioni esterne della Polizia di Stato "la comunicazione deve essere interattiva e permettere di recepire i bisogni dei cittadini". Questa community aggiunge "è un primo passo in questa direzione per mettere a fattore comune anche le comunicazioni che riceviamo dai cittadini a seguito delle nostre campagne e iniziative. Un modo per elevare gli standard di comunicazione, ma anche per migliorare la portata degli investimenti".
E-government e condivisione delle "buone prassi"
Il progetto rientra in un'iniziativa più ampia della Commissione europea che è quella di informatizzare sempre di più la Pubblica Amministrazione (e-government) sfruttando il web e le tecnologie informatiche per migliorare i servizi offerti ai cittadini. L'obiettivo della Commissione europea è anche quello di standardizzare i modelli di comunicazione sulla sicurezza pubblica proprio attraverso lo scambio e la condivisione delle "migliori prassi" (best practices) di ciascuno Stato membro. E proprio per questo è stato creato uno spazio web www.epractice.eu dove le pubbliche amministrazioni di tutta Europa condividono esperienze, informazioni e casi di successo. A questa importante iniziativa le forze di polizia non si possono sottrarre ha ribadito Masciopinto "perché abbiamo numerose esperienze fatte di strategie e di soddisfazione dei bisogni della gente ed è un patrimonio che dobbiamo necessariamente socializzare".
La community per condividere la sicurezza - raggiungibile all'indirizzo www.epractice.eu/community/comsecusingict - è consultabile da tutti i cittadini che possono così essere a conoscenza delle iniziative intraprese dalle forze di polizia europee per migliorare la loro sicurezza. Gli iscritti alla community invece hanno un strumento in più per mettere a fattor comune le proprie esperienze e iniziative ma anche per scambiarsi messaggi personali; dialogare con tutti i colleghi attraverso post e blog e condividere casi di successo nella comunicazione della sicurezza al cittadino. Nel caso della polizia italiana sono stati presenate alcune campagne di socializzazione, ma anche il nostro sito Internet e il Commissariato di Ps online, attraverso i quali la polizia offre importanti servizi ai cittadini, comunicando al tempo stesso sicurezza.
Apprezzamento per l'iniziativa è stato espresso anche dal ministro delle Politiche europee, Andrea Ronchi, che ringraziando il capo della Polizia Antonio Manganelli per l'attenzione al rapporto con l'Europa ha detto: "Condividere le iniziative di comunicazione sul tema della sicurezza significa favorire quanto più possibile il rapporto tra cittadini e polizia, rafforzare la cooperazione tra i servizi di polizia degli Stati membri dell'Ue e mettere in comune le iniziative di educazione alla legalità".
Alla presentazione della Rete hanno preso parte, tra gli altri, anche i rappresentanti delle Commissione europea, di Europol e i responsabili degli uffici di comunicazione di Carabinieri e Guardia di Finanza.

Fonte: Polizia di Stato in collaborazione con Polizia Moderna