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lunedì 28 settembre 2009

Cellulare e internet, i soli svaghi dei giovani



Una ricerca britannica conferma gli studi italiani: i ragazzi dagli 8 ai 18 anni usano troppo il pc per collegarsi a internet e tantissimo il telefonino. E gli esperti inglesi lanciano l'allarme. Rispondere ai messaggi o chattare sui social network può avere un impatto negativo sul livello di attenzione. In Italia la questione è già stata studiata, ma forse un ulteriore monito dall'estero può aiutare a cambiare abitudini...

Ora sarà più facile crederci. Anche i genitori italiani dopo aver letto i giornali italiani, aver ascoltato le radio italiane, e visto i tg italiani, capiranno che la ricerca italiana può trovare conforto anche in quella britannica. Nel senso che da anni timidamente ci permettiamo di ripetere che i nostri ragazzi dagli 8 ai 18 anni usano troppo il pc per collegarsi ad internet e tantissimo il cellulare. Marco Pratellesi qualche giorno fa sul Magazine del Corriere ha scritto un articolo intitolato “distrazioni tecnologiche” in cui illustra uno studio della Northampton Business School- Techno Addicts: Young Person Addiction to Technology . Ha snocciolato cifre che avevamo avuto in una decina di anni di ricerca diffuso, timidamente, anche noi sull'uso delle nuove tecnologie da parte dei nostri bambini e ragazzi. Secondo questo nuovo studio britannico su un campione di 267 studenti tra gli 11 ed i 18 anni, il 63% dice di dipendere da internet, l'80% dichiara di aver iniziato a navigare a 10 anni, il 58% ha usato il cellulare tra gli 8 e i 10 anni e si registrato su un social network entro i 13 anni. Ed ancora il 17% dedica 3 ore al giorno al cellulare, il 26 % passa 6 ore al giorno al pc e 2 ore al giorno sui social network. L'articolo prosegue con un richiamo all'appello lanciato dai ricercatori britannici che “il massiccio utilizzo di cellulari e computer può avere un impatto negativo sul livello di attenzione”. E li ricasca l'asino: errori di ortografia, abbreviazioni gergali e apprendimento difficoltoso perché questi ragazzi si fermano spesso durante lo studio per rispondere ai messaggi o interloquire sui social network.
Niente di nuovo. La situazione italiana è forse peggiore di quella britannica. I bambini già in quarta o quinta elementare entrano in possesso del cellulare che è il regalo per la prima comunione. Ha sostituito la vecchia bicicletta, che i nostri genitori o i nostri nonni ci regalavano 30 anni fa. I nostri ragazzi italiani i digitali nativi e gli adolescenti digitali, bambini e ragazzi capaci di fare più cose contemporaneamente il pomeriggio entrano nella loro stampa e iniziano le attività che dovrebbero essere soltanto di studio ma che poi non lo sono. Hanno sul tavolo uno o due cellulari, il libro aperto il pc acceso con il collegamento a Facebook o altri social network, ascoltano musica con le cuffiette e magari tengono anche lo schermo acceso della tv, non si sa mai. Quante ore utilizzano le tecnologie cumulando l'uso degli strumenti? Tante. Dalle ricerche che abbiamo fatto in giro per l'Italia possono arrivare anche ad 8 ore. Abbiamo cercato di raccontarlo anche ai genitori durante incontri organizzati per capire. Abbiamo spiegato loro che oltre a tutto quello che abbiamo raccontato ci sono anche i videogiochi. E questi strumenti non sono dei diavoli da cacciare, ma strumenti, appunto, da saper usare con intelligenza ed anche buon senso. Mi chiederete: ha senso ripeterlo spesso? Per noi si. Così magari nel frattempo arrivano altre ricerche straniere e qualcuno ci crede. Noi italiani siamo esterofili per natura. Abbiamo sempre bisogno di qualcuno che dall'estero ci spiega che dovremmo concentrarci e capire cosa sta accadendo. Si evitare le distrazioni proprio come quando i bimbi o i ragazzi tentano di studiare. Ma è più forte di noi...non ce la facciamo. Non ne siamo capaci.