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lunedì 13 luglio 2009

Adolescenti in rete nel Canton Ticino: nativi digitali tra amicizie, condivisione e rischi online

La vita degli adolescenti scorre sempre più sul web e, di pari passo, crescono le insidie cibernetiche. I social network come Facebook e MySpace spopolano e i giovani navigano diverse ore al giorno, spesso senza supervisione, soprattutto per divertimento, per esprimersi e per comunicare. Per molti ragazzi infatti l'uso di Internet non è più solo una realtà virtuale, ma un'esperienza reale, e andrebbero accompagnati tra le maglie della Rete per evitare rischi inutili. Questo grande uso di Internet non impedisce tuttavia ai giovani di usare anche strumenti più tradizionali, come il telefono o la TV, e di incontrare dal vivo i loro amici, conciliando l’uso di nuovi e vecchi media e sfruttando così al meglio la loro posizione di “nativi digitali”. Meno ricerche, più divertimento - Ma cosa fanno gli adolescenti in Rete? Negli ultimi tempi sembrano essere cambiate le finalità e le modalità di utilizzo del mezzo informatico: i teenager sono sempre più a proprio agio con le nuove tecnologie, ma le utilizzano più che altro per divertirsi e non, come accadeva all'inizio dell'era di Internet, per cercare informazioni. Meno ricerche scolastiche, meno lettura di notizie e più tempo passato su siti dove è possibile conoscere nuovi amici, chiacchierare, scambiarsi confidenze, raccontare la propria vita quotidiana e inserire le proprie foto. Inoltre ultimamente tra i più giovani si è registrata una perdita di popolarità dell’e-mail, a cui viene preferito l’instant messaging o la chat per le comunicazioni con gli amici.
Blog, social network e YouTube - Da diversi studi condotti negli ultimi anni, emerge che gli adolescenti contribuiscono ampiamente alla produzione di contenuti sul web, attirati dalla possibilità di esprimere la propria creatività, di intrattenere relazioni sociali online e di restare costantemente in contatto con gli amici. In particolare i ragazzi s’impegnano a costruire i loro profili sui social network e a gestire blog personali, nei quali pubblicano informazioni, fotografie e filmati che li riguardano e commentano i materiali postati da altri. Un’altra attività molto diffusa tra i teenager sono i servizi di condivisione di video, tra i quali il celebre YouTube, che consentono sia di guardare moltissimi filmati che di inviare i propri realizzati con la webcam.
Pericoli nascosti - Proprio le peculiarità della grande Rete nascondono però i principali rischi per i giovani internauti. Questi pericoli si presentano sottoforma di materiale pornografico, messaggi offensivi, siti dal contenuto inadatto, o ancora perdita di contatto con la realtà, cyber bullismo, richieste di sesso online e addirittura pedopornografia. A questi si aggiunge inoltre il fatto che gli adolescenti hanno la tendenza a rivelare molti dati personali nei loro profili online, lasciando, spesso inconsapevolmente, tracce che li rendono facilmente identificabili da potenziali malintenzionati. Questo apre una serie di interrogativi inerenti alla conoscenza dei rischi del web 2.0, la cui portata non deve essere esagerata, ma che comunque esistono.
Tutelare senza reprimere - Rispetto ad altri media che possono proporre materiali inopportuni o dannosi, la natura stessa di Internet rende più difficile un controllo responsabile della Rete. Si tratta di un’entità complessa, caratterizzata dall’anonimato e dal libero accesso, dove trovano spazio i contenuti più disparati. Qui sorge il problema: come tutelare i minori, evitando che incappino per errore in materiale non appropriato alla loro età, pur lasciandoli liberi di esprimere la loro voglia di socialità e comunicazione attraverso i social network e le nuove tecnologie? La sfida sta appunto nel trovare delle soluzioni in grado di limitare i fenomeni riprovevoli, ma che al contempo non abbiano un effetto negativo su chi, della Rete, fa un uso legittimo.