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venerdì 12 giugno 2009

Docente insultato in rete, denuncia ma la Procura archivia il caso

Un insegnante milanese di inglese denuncia due studenti, dopo averli già sospesi, per diffamazione su Facebook. La Procura dei minori archivia il caso rimproverando al professore di non aver dato possibilità di confronto e chiarimento ai suoi ragazzi. Gli studenti lo insultano pubblicamente su internet. E lui, un professore di un noto liceo milanese, li denuncia per diffamazione e chiede il risarcimento dei danni. Ma la Procura dei Minori non ci sta e archivia il caso. Nell’istanza di archiviazione firmata da Annamaria Fiorillo si rimprovera l’insegnante per il comportamento difforme e contrario alla sua mission educativa e professionale: “invece di ricercare un chiarimento con gli studenti” ha preferito “la strada della punizione e del risarcimento” perdendo così “la preziosa occasione di mettere in pratica l'educazione, e cioè il suo mestiere, verso se stesso e verso gli studenti”. Il docente ha pensato in sostanza solo a “far valere la propria autorità”. La storia comincia nello scorso mese di ottobre. Un ragazzino di 15 anni decide di dare vita ad un gruppo di discussione su Facebook, il social network più in voga del momento, contro un professore di inglese di un’importante scuola secondaria superiore meneghina. La pagina nel giro di pochi giorni registra una miriade di commenti con critiche e insulti, pure pesanti, nei confronti del docente. A questo punto non è difficile individuare i giovani autori delle frasi ingiuriose che, nonostante le pubbliche scuse, vengono sospesi dalla scuola.
Ma l’insegnante non è contento. E chiede alle famiglie dei tre studenti responsabili il risarcimento dei danni. Una di queste paga 5 mila euro, anche se in un caso arriva a pretendere addirittura 25 mila euro. Le altre due famiglie quindi si rifiutano di pagare e gli studenti vengono denunciati dal professore per diffamazione. E’ l’esempio lampante di una scuola che in molti casi non trova più in sé la forza per educare i suoi studenti e deviare loro da una condotta sbagliata

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