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mercoledì 18 marzo 2009

3° Convegno Internet e minori Sicurezza in rete: articolo del Dott. Daniele Damele

Sanremo - Il Dott. Daniele Damele, che paretciperà al convegno, è docente di etica e comunicazione all’Università di Udine e Gorizia, ex vice-presidente del Comitato di garanzia Internet e minori
Volto alla sensibilizzazione e promozione sull’uso sicuro della rete da parte dei bambini che si terrà al Palafiori di Sanremo giovedì 2 Aprile 2009 a partire dalle ore 09:00, pubblichiamo un articolo del Dott. Daniele Damele - docente di etica e comunicazione all’Università di Udine e Gorizia, ex vice-presidente del Comitato di garanzia Internet e minori, che parteciperà al convegno:
E' da tempo che metto in guardia genitori ed educatori oltre che, ovviamente bambini e ragazzi, sui rischi di internet. Il numero di indagati che deriva dalla rete conferma quali e quante possano essere le insidie che si possono incontrare on line. Famiglie e scuola non possono più ignorare tale realtà al pari di tutte le istituzioni. Per internet esiste un codice di auto-regolamentazione per la tutela dei minorenni (disponibile sul sito www.comunicazioni.it), ma non c’è più il comitato di controllo. Le competenze sono confluite nel Comitato Tv e minori ribattezzato “Media e minori” che dovrebbe occuparsi di tv, internet, telefonia cellulare e videogiochi. Spero tanto sia messo nelle condizioni di farlo realmente al più presto. Ciò che si rende indispensabile, infatti, è attuare ad ogni livello una forte azione di prevenzione e formazione rivolta a genitori, educatori, operatori del settore della comunicazione e chiunque altro risulti interessato. Personalmente accanto al codice ho avuto l'opportunità di elaborare, assieme ad alcuni esperti del Servizio della Polizia Postale e delle Comunicazioni una sorta di decalogo con la volontà di fornire un contributo alle famiglie e alle scuole.Da qui l’idea di consigliare, appunto, gli adulti a cercare, senza esercitare un rigido controllo, di conoscere il modo in cui i figli usano internet e il telefonino (cosa fanno? quali sono i loro interessi?) trasmettendo ai figli interesse per quanto fanno in internet, facendosi insegnare da loro il funzionamento del PC e della rete, e con chi e quali relazioni intrattengono tramite il cellulare.Un’altra idea emersa è quella di evitare, possibilmente, di collocare il PC nella camera da letto dei figli, molto meglio in una stanza d'accesso comune rendendo cosi l'uso d’internet un'attività di famiglia. In alternativa, è opportuno utilizzare il PC assieme ai figli e non permettere mai l'uso della carta di credito (senza autorizzazione preventiva).Nel dialogo con i figli occorrerà insegnare loro a non fornire dati o informazioni personali o riscontri oggettivi sulla propria persona (nome, cognome, età, indirizzo, numeri di telefono e cellulari, redditi, indirizzo, orari della scuola, nomi di amici, ...) e soprattutto insegnare ai figli a non accettare mai d'incontrarsi personalmente con chi hanno conosciuto in rete (gli sconosciuti cosi incontrati possono essere pericolosi tanto quanto quelli che si possono incontrare per strada). Un altro aspetto emerso è quello relativo all’insegnamento ai figli a non rispondere quando ricevono sms o messaggi di posta elettronica volgari, offensivi o pericolosi spiegando loro quali sono le regole di buona condotta sulla rete, ovvero: non usare un linguaggio scurrile o non appropriato comportandosi sempre correttamente. Va anche detto ai ragazzi che l'eventuale compilazione di moduli in internet può avvenire solo dopo l'autorizzazione dei genitori così come occorre concordare con i figli quanto tempo possono trascorrere in internet senza considerare mai il PC, al pari della televisione, una baby sitter.E’ poi del tutto opportuno inserire nei PC i cosiddetti 'filtri salvafamiglie" che impediscono l’accesso a siti non desiderati (violenti o pornografici) verificando periodicamente il funzionamento corretto di detti filtri e tenendo segreta l'eventuale parola chiave, la password.Nel malaugurato caso in cui si trovasse materiale pedopornografico in un newsgroup o in una community, oppure se si ricevono messaggi di posta elettronica con riferimenti pedopornografici o ancora se si è contattati da un utente che invia materiale pedopornografico, tenta di adescare un minore in una chat o fa intendere di avere rapporti sessuali con minori occorre avvertire immediatamente il Servizio della Polizia postale e delle comunicazioni che provvederà a fornire ogni istruzione utile.Tutti, anche l'industria privata possono e devono aiutare a giungere a un uso consapevole di internet. I provider e i fornitori di servizi di connessione alla rete devono impegnarsi a impedire la visione di pagine non idonee (con contenuti violenti o pedopornografici) pena, a mio parere, anche l'inibizione all'esercizio dell'attività di provider a fornitore di servizi di connessione alla rete. In questo sforzo siamo tutti coinvolti e ognuno di noi deve fare la sua parte. Il recente ddl Carlucci va in questo senso, ma la necessità è quella di evitare qualunque tipo di censura nella consapevolezza che è opportuno e corretto chiudere la porta di internet a quel lungo elenco di “spazzatura” presente on line: l’istigazione alla violenza, all’odio razziale, al suicidio, la vendita di sostanze dopanti e stupefacenti, i riti satanici, i siti pro-ana favorevoli all’anoressia, ovviamente la pedo-pornografia, e così via.Relativamente all'etica dello spazio virtuale, infatti, sono convinto che sarà utile valutare in sede parlamentare, se introdurre nell'ordinamento penale anche il reato di "connivenza" con chi consente l'accesso a materiale violento o pedopornografico in internet perseguendo così anche eventuali provider o fornitori di servizi di connessione alla rete internet.Internet è una stupenda opportunità anche per i ragazzi e i bambini. Occorre, quindi, favorirne l’accesso garantendo la disponibilità di conoscenza e apertura. La “rete” è uno strumento di democrazia e di crescita, di libertà. Internet è una porta aperta dalla quale si può uscire per andare in tutto il mondo, ma da quella stessa porta chiunque può entrare.Per tale motivo, in una realtà mondiale di utilizzo, è del tutto opportuno tener presente che internet è sede anche di malintenzionati che possono utilizzare tale fondamentale strumento di comunicazione per finalità illecite, dannose e soprattutto pericolose per i più piccoli. Da qui la necessità di favorire una nuova forma di autoregolamentazione degli Internet provider a tutela appunto dei minori. Le istituzioni sono a servizio di chi vuole seriamente operare per la difesa dei minori in rete. Non a caso i codici per le televendite, la Tv e i minori e, adesso, Internet e l’infanzia sono sorte al Ministero delle Comunicazioni. Accanto a questi testi è del tutto opportuno favorire ogni iniziativa tendente a rendere sempre più diffusi vari consigli di prevenzione per famiglie, scuole, università e mass media oltre a vari consigli tecnico – informatici. Il codice sottoscritto è il frutto del prezioso impegno delle Associazioni di ISP, di Tutela dei Diritti dei Minori e dei rappresentanti delle Istituzioni interessate e coinvolte. Tutti assieme per favorire ed estendere i doni di internet e contrastarne i danni. In tal senso il contributo di riflessione che si offre mira a richiedere e garantire una cultura della sicurezza al fine di permettere ai minori di accedere con serenità a internet anche in relazione agli obiettivi che in questa ottica si è posta l’Europa dove per una volta l’Italia può svolgere un ruolo trainante proprio con tali norme di autoregolamentazione.Nel permettermi di richiamare il fondamentale ruolo dei fornitori d’accesso e/o di servizi desidero soffermarmi sul capitolo degli strumenti di protezione, i cosiddetti “filtri”, sull’efficacia dei quali tanto è stato detto. L’analisi critica svolta ha riguardato sia i punti di forza, sia di debolezza di ciascuno dei prodotti attualmente a disposizione sul mercato, lasciando all’utilizzatore la scelta di quello a lui più congeniale.Personalmente desidero indicare solo la necessità di proteggere i minori durante la navigazione e nella ricezione di posta elettronica. Va comunque tenuto conto che accanto ai filtri informatici sarà sempre del tutto necessario garantire a bambini e ragazzi “filtri umani”, ovvero genitori, educatori, insegnanti, adulti, parenti maggiori. E’ necessario che tutte queste persone dialoghino con i minori con attenzione prestando attenzione e controllando, come accennato, senza alcuna rigidità, quanto attuato dai nostri figli attraverso il computer rammentando sempre che il miglior dialogo è l’ascolto.La “cultura della sicurezza”, ovvero la sensibilizzazione dell’opinione pubblica su un uso consapevole di internet, passa anche attraverso questo contributo offerto alla comunità italiana ed europea nella convinzione che i giovani sono il nostro futuro, ma sono, oggi, il loro presente e sotto questo aspetto è oggi del tutto necessario occuparsi di loro.

Dott. Daniele Damele

Fonte: Riviera 24